lunedì 2 aprile 2018

Le otto montagne - Paolo Cognetti

Le otto montagne - Paolo Cognetti

Descrizione


La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo.

«Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa.»

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

L'ho comprato ieri ne ho letto qualche pagina come assaggio (sto finendo di leggere La piccola casa dei ricordi perduti - Helen Pollard (che è molto carino)) e me ne sono già innamorata... appena finisco il libro della Pollard mi fiondo su Le otto montagne..

Vincitore Premio Strega 2017
Vincitore Premio Strega Giovani 2017

Vincitore del Premio ITAS del Libro di Montagna 2017, Sezione Migliore opera narrativa.

Mare al mattino, di Margaret Mazzantini

Mare al mattino, di Margaret Mazzantini



Farid e Jamila fuggono da una guerra che corre piú veloce di loro. Angelina insegna a Vito che ogni patria può essere terra di tempesta, lei che è stata araba fino a undici anni.

Sono due figli, due madri, due mondi. A guardarlo dalla riva, il mare che li divide è un tappeto volante, oppure una lastra di cri- stallo che si richiude sopra le cose. Ma sul- la terra resta l’impronta di ogni passaggio, partenza o ritorno – che la scrittura, come argilla fresca, conserva e restituisce. Un romanzo di promesse e di abbandoni, forte e luminoso come una favola.

http://margaretmazzantini.com/2011/11/mare-al-mattino/

Ho finito di leggerlo cerco di ampliare la spiegazione senza rovinarvi la lettura, La storia narra di una famiglia libica una madre e un figlio, Jamila e Farid che sono costretti causa la guerra a scappare dalla Libia, parla dei sogni e delle speranze di trovare un mondo migliore e di quello che invece trovereranni, dall'altra parte del mare, invece c'è la storia di una famiglia italiana, sempre composta da una madre e un figlio, Angelina è nata in Libia, nella Libia pre-Gheddafi e racconta della vita e della fuga di Angelina e dei suoi gentori costretti a rifarsi una vita in Italia, quando torneranno in patria, non verranno accolti come italiani, e troveranno tantissime difficoltà di integrarsi, nella speranza mal risposta di un risarcimento mai avvenuto che era stato promesso agli italiani che sono stati costretti a tornare in Italia, lasciando ogni cosa, ogni avere in Libia. Ci fa capire la profonda ingiustizia che c'è nell'essere scacciati da una terra dove si è contribuito a fare crescere. Dovrebbe essere uno spunto di riflessione per tutti coloro che vorrebbero rimandare in patria anche i stranieri che hanno acquisito di diritto la cittadinanza italiana...




Dalla sabbia affiorano stracci colorati. Una camicia, un paio di blue-jeans che sembrano vuoti, come panni stecchiti stesi per terra. Piú avanti una scarpa.

Poi le teste mangiate dal caldo, affossate nella sabbia. I capelli e le mandibole. Le mani come carrube essiccate.

Sul camion tutti urlano, poi tutti tacciono. Jamila si sporge e vomita. Farid ha il velo sugli occhi, vede quel cimitero scoperto attraverso quel pallido filtro.

Sono tutti negri. Morti già da qualche mese. Prima della guerra. I vestiti sono intatti, nessun proiettile li ha trapassati.

Tutti sanno di cosa si tratta, sono i profughi del Mali, del Ghana, del Niger, abbandonati nel deserto dai carovanieri dopo gli accordi europei del rais per bloccare i flussi migratori dei disperati.

Dio nel deserto è l’acqua e l’ombra.

C’è una bottiglia di plastica vuota accanto a una mano scarnata. L’ultimo gesto prima della morte.

Dov’è Dio in quel deserto?

Da: Mare al di Margaret Mazzantini


https://it.wikipedia.org/wiki/Mare_al_mattino

l'immagine è un mio collage, non ho voluto usare immagini forti per rappresentare le persone che perdono la vita nel deserto ho preferito usare un fiore che nasce e muore tra la sabbia, e un esodo di persone delle viste dall'alto che dalla sabbia vanno verso il cielo...

Come avreste rappresentato voi questo passo del libro?


La piccola casa dei ricordi perduti - Helen Pollard

La piccola casa dei ricordi perduti -  Helen Pollard 

Descrizione
Emmy Jamieson arriva a La Cour des Roses, una bella pensione nella campagna francese, con l’intenzione di trascorrere due settimane di relax in compagnia di Nathan, il suo fidanzato. Tra loro c’è qualche problema, ma Emmy è certa che questa vacanza risolverà tutto. Si sbaglia… Neanche il tempo di disfare le valigie e Nathan se l’è già svignata con Gloria, la moglie di Rupert, il proprietario della pensione. L’uomo è scioccato ed Emmy, sentendosi in parte responsabile dell’accaduto, si offre di aiutarlo a gestire la pensione. Emmy ha il cuore a pezzi, ma si trova all’improvviso in una dimensione nuova, circondata da tanti amici. E anche da qualche uomo interessante: Ryan, il provocante giardiniere, e Alain, il ragazzo che si occupa dell’amministrazione, irritante ma bellissimo. Mentre Emmy si riappropria del proprio tempo e del contatto con la natura comincia a sentirsi a casa. Ma sarebbe una follia lasciare amici, famiglia e tutto ciò per cui ha sempre lavorato… O no?